Il metagame Modern di dicembre

Whirza e tutto il resto

Sono passati ormai alcuni mesi dall’ultima volta che abbiamo guardato insieme al Modern ed al suo metagame. In occasione del MagicFest Bologna, ho finalmente potuto riprendere in mano i miei mazzi, dando anche un’occhiata a cosa era successo nelle ultime settimane, soprattutto dopo la release di Throne of Eldraine. Diamo un’occhiata a quello che ho scoperto.

Whirza, Tier 1 indiscusso

L’archetipo sicuramente più di successo delle ultime settimane è, ancora una volta, un mazzo basato su Urza, Lord High Artificer e su di un certo numero di artefatti. La stampa di Oko ed Emry non ha fatto altro che potenziare ulteriormente questa strategia che, adesso, torna alle origini e abbandona Paradoxical Outcome. Infatti, Oko è spesso in grado di vincere da solo le partite in cui l’avversario non trova risposte, tant’è che la versione portata da Brian Coval al primo posto del GP Columbus non gioca nemmeno la combo tra Thopter Foundry e Sword of the Meek.

Whirza by Brian Coval, winner at Grand Prix columbus 2019

Creatures (12)
4 Emry, Lurker of the Loch
4 Gilded Goose
4 Urza, Lord High Artificer
Spells (28)
3 Karn, the Great Creator
4 Oko, Thief of Crowns
4 Arcum’s Astrolabe
2 Cryptic Command
3 Engineered Explosives
1 Everflowing Chalice
2 Metallic Rebuke
4 Mishra’s Bauble
4 Mox Opal
1 Witching Well
Lands (20)
2 Breeding Pool
2 Flooded Strand
4 Misty Rainforest
2 Mystic Sanctuary
2 Polluted Delta
2 Scalding Tarn
1 Snow-Covered Forest
4 Snow-Covered Island
1 Watery Grave

Sideboard (15)
2 Assassin’s Trophy
3 Damping Sphere
2 Drown in the Loch
1 Ensnaring Bridge
2 Fatal Push
1 Mycosynth Lattice
1 Pithing Needle
2 Thoughtseize
1 Tormod’s Crypt

Metallic Rebuke - Magic: the Gathering

Mystic Sanctuary - Magic: the Gathering

Come potete vedere, il piano è sensibilmente cambiato dai tempi della nascita dall’archetipo, avvenuta ormai 6 mesi fa. Lo scopo di questa versione è infatti quello di risolvere, il più velocemente possibile, una delle sue 3 minacce chiave (Urza, Oko e Karn) e proteggerla fino alla vittoria della partita. L’aggiunta di Karn, the Great Creator è necessaria per avere un vantaggio importante in un field dominato da archetipi artifact-based. E la scelta sembra aver pagato, visto che Coval ha raggiungo il gradino più alto del podio di questo GP.

Le altre versioni di Urza, con o senza Paradoxical Outcome e con o senza la combo Spada + Fonderia, esistono ancora e rimangono competitive nel metagame. Se volete giocare un archetipo di questo tipo al giorno d’oggi, avete solo l’imbarazzo della scelta. Ricordatevi solo di avere un buon piano per il mirror.

Il ritorno di Grixis Shadow

Non mi è molto chiaro cosa abbia spinto i giocatori a rispolverare Grixis Shadow ma, ad oggi, è sicuramente il midrange più giocato. Il mazzo non sembra infatti molto favorito in un metagame di Oko, visto che il planeswalker U/G annulla quasi per intero il piano del mazzo a base blu/nera, andando a rendere innocue tutte le sue minacce migliori. Tuttavia, Grixis si posiziona bene contro i vari archetipi creature based (che però paiono in calo) e se la gioca discretamente anche da Tron grazie al buon numero di magie interattive.

La decklist che vi propongo ha raggiunto le 8 vittorie all’ultima Challenge su MTGO e non si discosta molto dalle altre che potete trovare in rete. Le aggiunte più interessanti, rispetto alle versioni che eravamo abituati a vedere in passato, sono due: The Royal Scions e Drown in the Loch

The Royal Scions - Magic: the Gathering

Drown in the Loch - Magic: the Gathering

Il planeswalker U/R prende il posto di Jace, Vryn’s Prodigy, andando a ricoprire il ruolo di motore del mazzo in quelle partite che vanno troppo per le lunghe o dove peschiamo troppe terre. La sua seconda abilità funge da “mini” Temur Battle Rage e permette di velocizzare il clock quando necessario. Drown in the Loch è invece una magia versatile che si sposa bene con Thought Scour. Potremo usarla per uccidere una creatura contro gli archetipi più aggressivi e per neutralizzare una magia contro mazzi come Tron o Amulet Titan. Sicuramente entrambe le nuove aggiunte non sono eccezionali, ma danno maggiore solidità ad un archetipo che soffre molto il flood, e che non vorrebbe mai vedere la quarta terra.

Tron, l’onnipresente

In Modern, le partite che una triade di Urza risolta al turno 3 può strappare sono ancora parecchie e il mazzo non sembra aver mai subito un vero calo di popolarità rispetto alla scorsa estate. Presente in duplice copia anche nella top 8 del GP Columbus, MonoGreen Tron rimane la versione più giocata dell’archetipo, anche rispetto alla controparte con gli Eldrazi. Controparte che continua ad esistere nel formato, ma che ha meno free win rispetto al cugino col verde. Il power level di Chalice of the Void risolto per X=1 è infatti diminuito e lo è, di conseguenza, il successo del mazzo.

Tornando invece alla lista col verde, poche sono le novità degli ultimi mesi. Ormai l’accoppiata tra Karn grande e piccolo sembra consolidata e quasi tutti i giocatori ne hanno 4+4 copie maindeck. La side cambia invece da versione a versione anche se è composta, per una buona parte, da mono artefatti tutorabili con Karn, the Great Creator. Le due magie che si contendono buona parte degli slot rimanenti sono Veil of Summer e Leyline of Sanctity, probabilmente a seconda del metagame che più ci si aspetta all’evento di riferimento.

Veil of Summer - Magic: the Gathering

Leyline of Sanctity - Magic: the Gathering

Bant Snow, il nuovo archetipo di controllo

Da alcune settimane a questa parte, il classico U/W Control e/o Stoneblade ha lasciato il posto ad un nuovo mazzo di controllo: Bant. L’archetipo, di cui trovate una decklist qui, è un U/W Control che aggiunge alla maindeck tre carte diverse dal solito: Ice-Fang Coatl, Arcum’s Astrolabe e Oko, Thief of Crowns.

Ice-Fang Coatl - Magic: the Gathering

Arcum's Astrolabe - Magic: the Gathering

Del planeswalker U/G abbiamo già parlato abbastanza, e non ha bisogno di ulteriori presentazioni. Astrolabio è invece una magia chiave di ormai molti archetipi in diversi formati, ed è ottimo in un mazzo che non ha play al turno 1. Da ultimo, il nuovo serpente con flash è un buon ciclo che, in svariate situazioni, è anche in grado di uccidere la migliore creatura dell’avversario.

Il valore aggiunto che Oko va a dare ad un archetipo come U/W Control è enorme. Il planeswalker permette infatti di mettere pressione ad avversari con gameplan lenti ma inesorabili, obbligandoli ad avere una risposta immediata. Inoltre, gestisce molto bene le minacce proposte dagli archetipi più veloci di U/W, che possono mettere sulla board una minaccia grande molto velocemente (vedi Death’s Shadow). L’unica vera sofferenza di Bant sono gli archetipi aggro che basano la loro strategia su molte creature piccole, e che obbligano quindi il mazzo di controllo a dover risolvere velocemente la board con un Supreme Verdict. Per il resto, Bant sembra inserirsi molto bene nell’attuale meta ed è sicuramente un campione di late game grazie al vasto parco di planeswalker su cui può contare.

Il resto del meta: Umani e Burn

Nonostante le new entry del formato, ci sono due archetipi che resistono bene al passare del tempo e sembrano non tramontare mai: Umani e Burn. Entrambi i mazzi conquistano slot ciascuno nella top 8 del GP Columbus e continuano ad ottenere discreti risultati alle diverse challenge su MTGO. Complice il loro piano molto lineare e difficile da arginare, questi archetipi sono una buona scelta quando non siamo in grado di prevedere il meta, oppure quando vogliamo giocare qualcosa di relativamente semplice.

Insomma, come accade ormai da un paio di anni a questa parte, giocare Umani oppure Burn, in Modern, è garanzia di solidità e difficilmente ce ne pentiremo.

Cosa ho giocato al MagicFest Bologna

Da ultimo vorrei parlarvi dell’archetipo che ho giocato durante due delle mie tre giornate a Bologna dello scorso weekend. Mi riferisco a Devoted Vizier. Il mazzo, che esiste in Modern ormai da alcuni anni, ha guadagnato alcuni nuovi pezzi con Modern Horizons, War of the Spark e Throne of Eldraine, e mi sembra ben posizionato in un metagame pieno di Oko e di Whirza. La lista che ho giocato durante il MagicFest è questa e, devo ammettere, che mi ha abbastanza convinto.

La presenza di Stoneforge Mystic è un’ottima aggiunta ad un archetipo che, normalmente, ha un unico piano e che difficilmente riesce a vincere se questo piano viene arginato. Mistica, oltre a confondere l’avversario, fornisce al mazzo un angolo di attacco inedito, che permette di spingere qualora lo ritenessimo necessario. Inoltre, gli scartini maindeck aiutano molto a gestire sia le eventuali risposte dell’avversario che qualche minaccia che altrimenti il mazzo faticherebbe ad arginare.

Stoneforge Mystic - Magic: the Gathering

Thoughtseize - Magic: the Gathering

Tuttavia, durante i tornei svolti, mi sono presto accorto dei limiti del mazzo. Devoted Vizier soffre molto i midrange come Jund e Grixis Shadow e non è neanche molto amico di archetipi come U/W e Bant Control. Il suo problema n°1 sono i planeswalker, che risultano veramente difficili da uccidere, data la scarsa presenza di creature con forza > 1. Inoltre, effetti come Supreme Verdict non possono essere fermati, e anche Mistica in questo senso può fare molto poco. Perciò ho deciso di apportare un paio di modifiche al mazzo, andando ad elaborare questa lista, che non ho purtroppo ancora avuto modo di provare.

Devoted Vizier by Much

Creatures (24)
4 Birds of Paradise
4 Devoted Druid
1 Duskwatch Recruiter
2 Eternal Witness
4 Giver of Runes
1 Knight of Autumn
1 Ranger-Captain of Eos
1 Shalai, Voice of Plenty
3 Stoneforge Mystic
2 Vizier of Remedies
1 Walking Ballista
Spells (15)
1 Batterskull
4 Eladamri’s Call
2 Finale of Devastation
4 Once Upon a Time
1 Sword of Light and Shadow
3 Thoughtseize
Lands (21)
1 Dryad Arbor
2 Forest
3 Horizon Canopy
1 Nurturing Peatland
1 Overgrown Tomb
1 Plains
1 Razorverge Thicket
1 Swamp
2 Temple Garden
4 Verdant Catacombs
4 Windswept Heath

Sideboard (15)
1 Burrenton Forge-Tender
2 Collective Brutality
1 Collector Ouphe
1 Gaddock Teeg
1 Knight of Autumn
2 Kor Firewalker
3 Path to Exile
1 Plague Engineer
1 Scavenging Ooze
2 Vraska, Golgari Queen

Ranger-Captain of Eos - Magic: the Gathering

Dryad Arbor - Magic: the Gathering

Vraska, Golgari Queen - Magic: the Gathering

Le modifiche fatte sono tutte orientate a migliorare i matchup vs. midrange e control, visto che l’archetipo dovrebbe essere più veloce di tutti gli altri mazzi poco interattivi del formato. Ranger-Captain of Eos è un ottimo 2×1 in nostro favore e ci aiuta ad assemblare la combo incubo di tutti i midrange: Giver of Runes + Shalai, Voice of Plenty. L’angelo è in effetti una delle migliori creature del mazzo, ma giocarne due copie è eccessivo, soprattutto in un metagame sconosciuto.

Dryad Arbor aiuta a ripartire dopo Supreme Verdict, soprattutto se può essere immediatamente equipaggiata di spada. A proposito delle spade, nonostante quella B/W non sia la migliore disponibile sul mercato, avere protezione dal bianco e dal nero è molto buono contro i mazzi che più ci danno fastidio, e la recursion di creature dal cimitero non è trascurabile. Al suo posto, o magari in side, si potrebbe aggiungere Sword of Fire and Ice, ottima come rimozione contro gli altri archetipi creature-based e buon motore di vantaggio carte.

Da ultimo, Duskwatch Recruiter è indispensabile per chiudere i game di Walking Ballista. Fare affidamento solo su Eledamri’s Call come tutore per la chiusura mi sembra un po’ poco, anche se abbiamo una wincon alternativa in Shalai che pompa tutta la board, permettendoci di attaccare per danni letali in un solo turno. Di tutte le carte presenti maindeck, Recruiter è sicuramente la più debole/meno sinergica, e potremmo pensare di tagliarla vista l’aggiunta di Ranger-Captain of Eos, che è un altro tutore per Walking Ballista.

Infine uno sguardo alla side: Vraska, Golgari Queen è un ottimo motore di vantaggio carte e rimuove planeswalker fastidiosi come Wrenn + Six e Liliana of the Veil. Inoltre, è un discreto problema da gestire per mazzi controllo, che hanno poche rimozioni per questo tipo di permanenti.

Con questa configurazione il mazzo può tranquillamente giocarsela in late game contro i vari midrange del formato, ed ha anche un discreto numero di risposte a Death’s Shadow. Contro archetipi control invece, giocare il late game è praticamente impossibile perciò il mio consiglio è quello di puntare tutto sulla combo, cercando di chiudere i game velocemente sfruttando gli scartini come protezione per le nostre creature. Infatti, la presenza di Ira di Dio e simili ci impedisce di poter sviluppare un piano che punta a vincere in late game.

Ma adesso tocca a voi. Fateci sapere se avete giocato Modern nelle ultime settimane e quale archetipo vi sta piacendo di più. Avete provato dei mazzi con Oko, o preferite giocare qualcosa di diverso?

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