Il fallimento dello Standard

I risultati inequivocabili della Mythic Championship VI

I risultati della Mythic Championship VI

Che Oko, Thief of Crowns fosse un problema per lo Standard era evidente già da alcune settimane. Ma i numeri dell’ultima MC non hanno lasciato spazio ad ulteriori dubbi. Il 69% del field del day 1 è infatti costituito da archetipi a base U//G che giocano almeno 4 copie di Oko. Molti aggiungono anche il pacchetto Gilded Goose + Wicked Wolf, altri preferiscono virare su mazzi tricolor e sulla già collaudata interazione tra Cauldron’s Familiar e Witch’s Oven, ma la sostanza non cambia.

Mythic Championship VI day 1 metagame breakdown, courtesy of Wizards of the Coast

Mythic Championship VI day 1 metagame breakdown, courtesy of Wizards of the Coast

Se ci spostiamo adesso al day 2, vediamo che le cose non migliorano: gli archetipi a base U/G sono i più performanti, e la loro metagame share passa dal 69% al 71%.

Mythic Championship VI day 2 metagame breakdown + conversion rate of "Oko" decks, courtesy of Wizards of the Coast

Mythic Championship VI day 2 metagame breakdown + conversion rate of “Oko” decks, courtesy of Wizards of the Coast

Come potete vedere dalla tabella qui sopra, che rappresenta solo gli archetipi della MC che includono Oko nelle loro 75, la conversion rate di tutte le versioni di Food.decks è almeno del 60%, con picchi dell’84% per Sultai Sacrifice. In generale, possiamo quindi dire che gli archetipi con Oko sono stati ottimi anche a livello di performance, e il loro successo non è quindi dovuto soltanto alla popolarità.

Nel dettaglio, possiamo anche dire che Sultai Sacrifice è stato per certo la sorpresa più interessante del torneo. In effetti, guardando anche i risultati del GP Richmond che si è svolto sempre lo scorso fine settimana, l’interazione tra Cauldron Familiar, Witch’s Oven e Trail of Crumbs sembra essere migliore del piano “go wide” con Nissa e Hydroid Krasis. Ed è proprio con questo archetipo che Abe Corrigan ha vinto il suddetto GP. Sicuramente al successo di questo mazzo avrà contribuito anche il fattore sorpresa, ma rimane il fatto che il mazzo tende a generare velocemente vantaggio, e il suo engine è difficilmente arginabile nello Standard odierno.

Trail of Crumbs - Magic: the Gathering

Cauldron Familiar - Magic: the Gathering

Witch's Oven - Magic: the Gathering

Dei pochi altri archetipi presenti, quelli che ottengono i risultati migliori in termini di conversion rate sono:

  • Jeskai Fires
  • Gruul Aggro
  • Selesnya Adventure

Mythic Championship VI day 2 metagame breakdown + conversion rate of "non Oko" decks, courtesy of Wizards of the Coast

Mythic Championship VI day 2 metagame breakdown + conversion rate of “non Oko” decks, courtesy of Wizards of the Coast

Il primo archetipo è un mazzo ormai consolidato, anche se le decklist non sono tutte uguali. In generale, se l’archetipo riesce a risolvere Fires of Invention al turno 4, gli risulterà difficile perdere la partita, anche se board molto compromesse potrebbero essere difficili da recuperare. Nonostante la buona conversion rate, le win rate che trovate poco più sotto raccontano una storia diversa. Jeskai Fires vince infatti poco meno del 50% dei suoi match e non sembra quindi essere una risposta adatta ad un Food Meta.

Gruul Aggro ha vinto la scorsa Mythic Championship ma, a quanto pare, la sua posizione nel metagame rimane buona anche post Field of the Dead. La versione più interessante dell’archetipo è sicuramente quella Adventure, elaborata dallo stesso Dominguez dopo l’ultima MC. E guardando le win rate che trovate poco sotto, si direbbe che Dominguez abbia inzeccato ancora una volta il mazzo giusto.

Da ultimo Selesnya Adventure, uno degli unici due archetipi non Oko a raggiungere la top, oltre ad avere una buona conversion rate, mantiene una win rate attorno al 50%, ad indicare che il mazzo se la gioca nel field, ma non è sicuramente la soluzione al problema Oko.

Mythic Championship VI win rates, courtesy of Wizards of the Coast

Infine, se trascuriamo i risultati di Temur Planeswalkers, Sultati Sacrifice è l’archetipo in assoluto più performante della Mythic Championship Richmond, con una strabiliante win rate del 68.2%. E questa notizia, purtroppo, non fa altro che confermare la necessità di agire drasticamente sul formato. Se l’archetipo più vincente, che sembra configurarsi come l’unico in grado di affrontare Simic, è a sua volta un archetipo a base U/G, non rimangono molte alternative al ban di una (o più) carte del mazzo.

Purtroppo non ho molto altro da dire sul torneo, visto che non l’ho seguito volutamente, ma immagino che lo spettacolo non sia mancato, nonostante la monotonia del formato. Vorrei però soffermarmi qualche minuto di più su quanto sta accadendo ormai da alcuni anni a questa parte e accadrà di nuovo la settimana prossima: i massicci ban che interessano lo Standard, come non si era mai visto negli ultimi 15 anni.

Lo Standard e i suoi ban: una storia infinita

Una premessa è doverosa: l’obiettivo primario della Wizards è sicuramente quello di vendere figurine ma, il secondo in termini di priorità, deve essere la soddisfazione del cliente. E, se questo secondo punto viene a mancare, la Wizards può tranquillamente chiudere bottega, visto che le vendite sono strettamente legate alla domanda dei clienti.

E’ per questo motivo che la Wizards, nell’incessante tentativo di aumentare i profitti senza scontentare i suoi clienti, spinge gradualmente il power level delle carte sempre più in alto cercando, allo stesso tempo, di renderle anche bilanciate. Uno degli esempi più iconici, in questo senso, è Murderous Rider: ha lo stesso effetto di Hero’s Downfall, ma ha un drawback spesso non trascurabile di 2 punti vita. Tuttavia, ha un enorme upside, visto che in late game si trasforma in una creatura che può farci potenzialmente recuperare i 2 punti vita spesi, e magari trasformarsi anche in un discreto attaccante. Una magia di questo tipo è molto bilanciata e non va a compromettere la salute di un formato come lo Standard.

Murderous Rider // Swift End - Magic: the Gathering

Le magie a cui la Wizards dovrebbe porre più attenzione, in fase di design, non sono infatti le risposte, bensì le minacce. Storicamente, le carte più bandite sono sempre state delle spell (Skullclamp, Jace, the Mind Sculptor, Aetherworks Marvel) oppure delle creature (Arcbound Ravager, Stoneforge Mystic). E le ultime banlist non fanno eccezione.

Smuggler’s Copter ed Emrakul, the Promised End sono sicuramente delle ottime minacce, soprattutto in un formato in cui la Wizards aveva deciso di non stampare le risposte. Infatti, se vi ricordate, ai tempi dello Standard di Dragons of Tarkir, Battle for Zendikar, Shadows Over Innistrad e Kaladesh, le rimozioni più efficaci contro gli artefatti costavano 3 mana, mentre per liberarsi dei cimiteri bisognava giocare carte come Learn from the Past.

Appetite for the Unnatural - Magic: the Gathering

Learn from the Past - Magic: the Gathering

Oltre alle minacce, il passato recente ci insegna che la Wizards ha un altro nemico da affrontare: le meccaniche sbilanciate. Ne è un esempio banale il mana phyrexiano, che ha visto pian piano bandite tutte le carte con questo costo di lancio in più di un formato (Mental Misstep, Gitaxian Probe). Senza andare così indietro nel tempo però, tutti ricordiamo la meccanica dell’energia. Stampata in Kaladesh ed Aether Revolt, energy ha dominato il tipo 2 fino all’ennesima banlist di emergenza, che peraltro ha colpito carte dal power level molto diverso tra loro, andando addirittura a rimuovere dal formato una comune.

Attune with Aether - Magic: the Gathering

Rogue Refiner - Magic: the Gathering

Anche in questo caso, comunque, va segnalato che la meccanica sarebbe risultata più gestibile se ci fossero state delle risposte giocabili. Peccato che carte come Suncleanser siano arrivate a poco meno di tre mesi dalla rotazione del blocco di Kaladesh fuori dallo Standard.

Suncleanser - Magic: the Gathering

Per tirare le somme, l’esperienza ci insegna che la Wizards può “sbagliare” in due modi diversi: stampando “magie troppo forti” oppure creando “meccaniche troppo forti”. Ma, solitamente, può anche cercare di arginare entrambi i problemi stampando le risposte giuste.

Tuttavia, con Oko, Thief of Crowns, siamo di fronte ad una situazione inedita. Questo planeswalker è infatti un classico esempio di “magia troppo forte”, ma non è solo questo. In effetti, se pensiamo allo Standard odierno, le risposte ai planeswalker si sprecano, e un singolo PW non dovrebbe, da solo, avere un impatto del genere sul formato. Il problema è che Oko aumenta tantissimo il power level di altre magie del formato, come i già citati Wicked Wolf e Gilded Goose, spingendo una meccanica (quella dei food tokens), che sarebbe normalmente bilanciata, ai livelli di “meccanica troppo forte”. Inoltre, l’altissimo power level delle magie verdi stampate negli ultimi set, disincentiva i giocatori ad utilizzare strategie che non includano questo colore, semplicemente perchè risulterebbero subottimali.

In definitiva, la stampa di Oko così come lo conosciamo è stata, probabilmente, uno degli errori più grandi commessi dalla Wizards negli ultimi anni. Per assurdo, il formato sarebbe stato “quasi” più interessante se ancora Field of the Dead fosse legale, almeno gli archetipi giocabili oggi sarebbero due e non uno solo.

E, come abbiamo visto, Oko è solo l’ultimo di una lunga serie di ban che stanno flagellando lo Standard ormai da diversi anni. E tutto questo sta accadendo nonostante ci sia un nutrito team di testing che ha il compito di testare le carte diversi mesi prima della loro stampa. Ma perchè tutto questo continua ad accadere? Purtroppo io non conosco la risposta a questa domanda, e a quanto pare neanche la Wizards. Speriamo solo che la casa madre possa imparare dai suoi errori, visto che il loro formato di punta ha subito un’altra bella batosta nel giro di poche settimane.

Come potete vedere, ormai sto parlando del ban di Oko come se fosse cosa fatta. Ed in effetti, è difficile che le cose non vadano così. Spero vivamente che la Wizards non pensi di mettere una pezza al problema bannando carte diverse da Oko, perchè la situazione non migliorerebbe. Perciò aspettatevi che lunedì pomeriggio Oko, Thief of Crowns venga rubato dalle fate della Wizards.

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