Il metagame Modern di agosto

Il formato si evolve per combattere Hogaak

Ormai tutti ci siamo resi conto (e spero se ne sia resa conto anche la Wizards) che Hogaak, Arisen Necropolis è una carta troppo forte per il Modern odierno. E quindi, spero che la banlist del 26 agosto sistemi le cose consegnandoci un formato più sano, e sicuramente più divertente di quello odierno.

Ma allora perchè oggi, a poco meno di due settimane dalla prossima banlist, sono ancora qua a parlare di Modern? Le ragioni che mi spingono sono due:

  1. Un formato che sembrava a tutti gli effetti risolto in realtà non lo è poi così tanto. Come vedremo, i risultati dei tornei delle ultime settimane hanno contribuito a modificare ancora il meta, nel tentativo di risolvere al meglio la minaccia di Hogaak;
  2. Domenica 25 agosto parteciperò al MCQ Riccione e quindi sto cercando anche io di capire quale sia il mazzo migliore da giocare (partendo dal presupposto che non voglio giocare Hogaak).

Fatta questa premessa, andiamo adesso a vedere cos’è successo al metagame nelle due settimane successive alla MC e al GP Barcellona.

I risultati del doppio MCQ Roma

Il weekend successivo a GP ed MC Barcellona, a Roma si tengono i primi due MCQ della nuova stagione, entrambi in formato Modern. Il primo dei due viene vinto da Hogaak, il secondo da MonoRed Phoenix. Nonostante le top 8 non siano dominate da Hogaak, il mazzo rimane comunque molto giocato. Tuttavia, il dato più interessante da analizzare riguarda il metagame (che è stato soltanto letto durante lo streaming e di cui non ho disponibile nulla di scritto). Infatti, in entrambe le giornate, il mazzo più giocato in sala è stato MonoRed Prowess e non Hogaak come ci si poteva aspettare. Le motivazioni dietro questa popolarità sono a mio avviso due:

  1. Il mazzo costa poco in termini economici, ed è alla portata anche di un giocatore che ha iniziato di recente a giocare Modern;
  2. Il mazzo ha un matchup discreto contro Hogaak, come hanno dimostrato i numeri della MC e come vedremo più avanti nel corso dell’articolo.

Perciò, nonostante Hogaak sia effettivamente l’arcetipo più vincente del Modern, in Italia il trend sembra andare in un’altra direzione.

I risultati del GP Minneapolis, del MCQ Milano e della Modern Challenge

Il weekend scorso, quello del 10-11/08, i tornei Modern continuano a dominare la scena internazionale. Al secondo MCQ della stagione (tenutosi a Milano), è ancora Hogaak a vincere la qualificazione per Richmond, ma in top 8 troviamo due copie di Burn assieme ad una copia di MonoRed Prowess. Perciò, anche Milano sembra darci un’indicazione chiara di come Hogaak sia un mazzo battibile.

A Minneapolis, la top 8 è invece dominata da Hogaak ma, anche qui, non mancano diverse copie di Burn e Monored Prowess, sia in top 8 che in top 16.

Per ultima, la Modern Challenge giocatasi su MTGO il 10/08: nonostante il numero di partecipanti non sia paragonabile a quello di un GP, gli archetipi che finiscono la porzione di svizzera undefeated sono soprattutto Burn e MonoRed Prowess.

Perciò, mi sembra piuttosto semplice trarre delle conclusioni:

  1. Hogaak rimane l’archetipo più giocato, soprattutto ai big event e su MTGO, dove la fetta di giocatori competitive è più alta. Tuttavia, anche a questi tornei dove è molto giocato, non sempre è l’archetipo più vincente;
  2. A tornei più piccoli, come gli MCQ, molti giocatori preferiscono non giocare il nuovo Tier 1, rimanendo fedeli agli archetipi che conoscono meglio. Perciò, il metagame di questi tornei è leggermente diverso da quello visto, ad esempio, a Barcellona (sia al GP che alla MC);
  3. Il piano migliore per poter battere Hogaak è puntare sulla velocità. L’archetipo a base B/G inizia infatti i suoi game a 14 punti vita e ha dei seri problemi a bloccare le creature dell’avversario (Gravecrawler, Carrion Feeder e Bloodghast sono infatti dei pessimi bloccanti). Perciò, giocare mazzi molto aggressivi che chiudono il game già a partire dal terzo turno sembra essere la soluzione migliore per affrontare l’uomo nero del formato.

Da qui si spiega il successo di Burn e MonoRed Prowess, due mazzi con pochi fronzoli e che puntano tutto sull’aggressività, che possono solo essere ben posizionati in un meta in cui l’obiettivo è infliggere 20 danni all’avversario nel più breve tempo possibile.

Searing Blaze - Magic: the Gathering

Light Up the Stage - Magic: the Gathering

Monastery Swiftspear - Magic: the Gathering

Cosa giocare al MCQ Riccione

Analizzando i numeri di cui sopra, è abbastanza facile prevedere il metagame del prossimo MCQ italiano. I tre archetipi più giocati saranno Burn e MonoRed Phoenix, accompagnati da Hogaak non necessariamente in terza posizione. Considerate che questi tre archetipi, da soli, contribuiranno circa a poco meno del 30% del field. A seguire, troveremo un buon mix dei soliti noti, tra cui U/W Control, Jund, Eldrazi Tron, Umani e qualche altro archetipo che si muove tra i Tier 1 ed i Tier 1.5 del formato.

Perciò, se volete giocare qualcosa che non rientri negli archetipi citati qui sopra, dovrete almeno essere certi che il vostro mazzo abbia un matchup discreto (se non positivo) da Hogaak, Burn e MonoRed Prowess. Io sto personalmente testando, con un certo successo, Urza Thopter Sword, un archetipo che ha due notevoli upside in un metagame così aggressivo:

  1. Gioca una combo di tre carte che genera infiniti punti vita e che i 3 archetipi più giocati faticano ad arginare;
  2. Può giocare un certo numero di “silver bullets” maindeck, facilmente tutorabili con Whir of Invention.

Queste due caratteristiche gli permettono non solo di avere un discreto matchup contro gli archetipi più giocati del formato, se si riesce a sopravvivere fino al turno 4, ma anche di potersi tunare al meglio in vista di un metagame specifico. Ad esempio, io sto testando Sun Droplet, una magia che può dare una mano contro i vari archetipi aggro del meta.

Whir of Invention - Magic: the Gathering

Sun Droplet - Magic: the Gathering

Il problema di Urza Thopter Sword è che non ne esiste una sola versione, e non è semplice decidere che cosa si voglia giocare maindeck. La versione più in voga su MTGO, ossia quella Grixis, gioca due tutori aggiuntivi (rispetto alle sole Whir of Invention) nella forma di Goblin Engineer, ma è più debole in un metagame aggressivo a causa dei 3 colori. Va anche considerato che molte liste di questo tipo giocano maindeck anche 2 copie di Teferi, Time Raveler, andando di fatto ad aggiungere un quarto colore ad una manabase che può essere problematica.

Goblin Engineer - Magic: the Gathering

La seconda versione, che gioca soltanto due colori ed è stata portata con un buon successo a Barcellona da Alessandro Portaro, perde un po’ di spinta in side, visto che non può giocare Fatal Push e Thoughtseize, ma ne guadagna in consistenza maindeck, giocando soltanto due colori ed avendo quindi meno problemi con le shockland. Grazie a Detention Sphere l’archetipo parte già con una discreta dose di risposte maindeck che possono aiutarci contro le carte più fastidiose del nostro avversario.

Detention Sphere - Magic: the Gathering

Al momento, nonostante sia fermamente convinto che giocare Thopter Sword sia una buona scelta nel meta che mi aspetto a Riccione,  sono ben lontano dall’aver deciso quale sia la lista migliore. Voi cosa state testando per il vostro possimo MCQ? Avete preso in considerazione l’idea di giocare un archetipo con Urza, Lord High Artificer? Ditecelo, nel box dei commenti!

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