I numeri della Mythic Championship IV

I migliori e i peggiori archetipi dell'ultimo grande evento Modern

Domenica un’altra Mythic Championship si è conclusa, con il trionfo di Thoralf Severin alla guida di un grande classico del Modern: MonoGreen Tron. Archetipo sicuramente in declino nelle ultime settimane (sia in termini di popolarità che di risultati) ma, evidentemente, ancora capace di dire la sua nel formato. Ma, come sempre, andiamo con ordine e partiamo dall’inizio, ossia dal day 1 del torneo.

Il metagame Modern del day 1

Al via della Mythic Championship IV si presentano 457 giocatori, i cui archetipi dipingono il seguente metagame:

MCIV Day 1 metagame breakdown (courtesy of Wizards of the Coast)

MCIV Day 1 metagame breakdown (courtesy of Wizards of the Coast)

Come potete vedere, nonostante il ban di Bridge From Below, Hogaak rimane l’archetipo più giocato. Se sommiamo alla versione classica quella con il pacchetto Dredge, otteniamo un 23% del metagame, un numero che in Modern non si era praticamente mai visto dai tempi dell’Eldrazi Winter. Infatti, in situazioni normali, un archetipo Modern molto popolare fatica a salire sopra il 10% del field al day 1 di un torneo di queste proporzioni. Quindi, pare che un 8/8 trample lanciato di secondo turno sia ancora troppo per il Modern, e forse la Wizards prenderà in considerazione altre azioni a valle della MC.

Il secondo archetipo più giocato è Izzet Phoenix, seguito a breve distanza da Eldrazi Tron, Umani e U/W Control. Il sesto archetipo più popolare è Jund, con 7.9% del meta seguito, ad una certa distanza, da Tron e Urza Thopter Sword. Gli altri archetipi del Modern sono comunque presenti, anche se con percentuali inferiori ai 4 punti. Tutto sommato, il metagame somiglia molto a quello che avevamo previsto un paio di settimane fa, segno che gli equilibri fra i diversi archetipi fossero già stabiliti. Mi sarei aspettato di vedere una percentuale inferiore di Izzet Phoenix, considerando il suo brutto matchup contro Eldrazi Tron e la sua posizione non troppo favorevole nel formato. Vedremo dopo, andando ad analizzare la conversion rate e la win rate, come siano effettivamente andate le cose per il mazzo U/R.

L’articolo completo da cui sono tratti i dati lo trovate qui, assieme alle carte più giocate al torneo. La più popolare in assoluto è Leyline of the Void, con ben 836 copie (di cui alcune anche maindeck), mentre la seconda è Faithless Looting, con 747 copie all’attivo. Questi numeri confermano sicuramente la preparazione dei vari giocatori nei confronti di Hogaak, ma rafforzano le mie tesi su di un ban auspicabile nei confronti di Faithless Looting, che è ormai giocata (e abusata) da una larghissima percentuale dei mazzi Modern.

Il metagame del day 2 e la conversion rate

Se ci spostiamo adesso al day 2, vediamo che le cose non sono cambiate di molto:

MCIV Day 2 metagame breakdown + conversion rate (courtesy of Wizards of the Coast)

MCIV Day 2 metagame breakdown + conversion rate (courtesy of Wizards of the Coast)

Infatti, la percentuale del field occupata dai 6 archetipi più popolari è rimasta praticamente invariata. Gli unici archetipi ad aver perso qualche punto sono Tron e Urza Thopter Sword, ma stiamo veramente parlando di pochi decimi, che possiamo considerare trascurabili.

Per scendere più nel dettaglio, andiamo ora a vedere la conversion rate degli archetipi più popolari (qui sotto vi ricordo la definizione di conversion rate):

Percentuale che indica quante copie di un determinato archetipo sono riuscite a fare day 2 rispetto al numero di copie presenti al day 1. Ad esempio, Hogaak ha una conversion rate del 71.4%, che si ottiene dividendo 70 (copie di Hogaak al day 2) per 98 (copie di Hogaak al day 1) e moltiplicando il risultato per 100.

La conversion rate di Hogaak è impressionante (oltre il 70%), e questo non fa altro che confermare come l’archetipo sia effettivamente una spanna sopra rispetto al formato. Se volete avere un’ulteriore conferma, date un’occhiata ai mazzi che hanno ottenuto 24+ più punti nella porzione di costruito: troverete solo Hogaak e Hogaak Dredge. Su questo punto non credo ci siano da spendere ulteriori parole.

Izzet Phoenix, nonostante le mie previsioni, ottiene una conversion rate buona, e continua quindi ad esssere un archetipo solido nel metagame. Probabilmente, le cause dietro a questo risultato sono due:

  1. Izzet Phoenix può facilmente giocare maindeck Surgical Extraction, carta che si inserisce bene nel piano del mazzo e aiuta a gestire meglio la minaccia Hogaak anche preside;
  2. Eldrazi Tron, uno dei matchup peggiori per Phoenix, non ha vita facile in un metagame pieno di Hogaak e quindi non è stato giocato in numeri tali da poter indebolire la posizione nel meta di Izzet.

In sostanza, finchè Hogaak rimarrà così popolare, Fenici non perderà troppi punti, restando ancora una scelta valida nel metagame Modern. Vedremo se le cose cambieranno a seguito di un ulteriore nuovo ban.

Eldrazi Tron ottiene a sua volta una buona conversion rate (più del 66%), a dimostrazione che, nonostante non sia un favorito contro Hogaak, le sue 4 copie di Calice del Nulla e il nuovo Karn, the Great Creator sono dei player importanti nell’attuale metagame. Anche a valle di un eventuale ban ad Hogaak, Calice continuerà ad essere una buona carta di hate nei confronti del meta. Anzi, prevedo addirittura un miglioramento nella posizione di Eldrazi Tron se Hogaak dovesse perdere di popolarità.

Anche U/W Control ottiene buoni risultati, dimostrandosi una scelta azzeccata in un metagame così prevedibile. Infatti, date le alte percentuali previste di Hogaak, molte liste di U/W hanno iniziato a giocare alcune copie di Surgical maindeck, andando poi ad aggiungere il set completo di Rest in Peace da side. Come abbiamo già visto, Rest in Peace da sola non basta ma, assieme a carte come Oust e Path to Exile, il bianco non sembra posizionato male per affrontare il nuovo Tier 0 del formato.

Umani è sicuramente l’archetipo che, tra i 5 più popolari, ottiene i risultati peggiori in termini di conversion rate. Anche qui, le ragioni sono da ricercare nella massiccia presenza di Hogaak. Umani non è infatti attrezzato a dovere per riuscire a combatterlo egregiamente, sia pre che post side. Anche negli eventuali game con la side, infatti, Umani deve per forza pescare almeno una delle sue risposte e, spesso, questa non sarà sufficiente. Basti pensare al game giocato dall’italiano Adriano Moscato contro Jielger Wiegersma, in cui il nostro connazionale ha risolto doppia Grafdigger’s Cage, che a nulla sono servite contro un Hogaak risolto di mano al secondo turno. Anche in questo caso, penso che la posizione di Umani possa sensibilimente migliorare a seguito di un ulteriori ban nei confronti del mazzo più giocato del momento.

Da ultimo, vorrei spendere due parole su Jund. La conversion rate ottenuta da questo archetipo, buona anche se non ai livelli di Eldrazi Tron, va ricercata in un matchup che reputo leggermente positivo vs. Hogaak. Grazie a Scavenging Ooze, ad una (o più) rimozioni maindeck per Hogaak, Arisen Necropolis, e alla possibilità di giocare, sempre di main, sia Surgical che Nihil Spellbomb, il mazzo si inserisce bene nel meta attuale, anche se soffre molto di più contro Tron. Infatti, come vedremo poi nel dettaglio, questo fattore ha sicuramente aiutato Severin a conquistare il titolo di campione.

Le win rates dei singoli archetipi

Da ultimo, il dato che tutti stavate aspettando (e che non è sempre disponibile per ogni torneo): le win rates dei singoli archetipi alla MC. Questo numero indica la percentuale di match vinti da un singolo archetipo rispetto al totale dei match giocati (che corrisponde al 100%), e sono quindi i dati in assoluto più corretti da analizzare, perchè non risentono dell’influenza della porzione Draft.

MCIV Modern decks win rates (courtesy of Wizards of the Coast)

MCIV Modern decks win rates (courtesy of Wizards of the Coast)

Come potete vedere, l’archetipo con la win rate più alta in assoluto è Hogaak Dredge seguito, a breve distanza, dalla lista di Hogaak classica. Questo dato, oltre che a confermare la necessità di un ban della creatura B/G, ci indica anche come l’evoluzione dell’archetipo nella versione Dredge sia la strada giusta per migliorarne le performance e, proabilmente, avere un edge considerevole in mirror. Qui potete trovare una sample list di Hogaak Dredge cercando il nome del giocatore Eapen Roshen.

Il terzo archetipo dalla win rate più alta è Urza Thopter Sword seguito, a breve distanza, da Hardened Scales. Ed in effetti, mentre il primo archetipo ha una combo che Hogaak difficilmente può arginare maindeck, il secondo riesce ad ammassare sulla board delle creature che sono in grado di competere con lo stesso Hogaak, Arisen Neropolis. Ne abbiamo avuto un assaggio proprio in top 8, quando Alvaro Fernandez Torres ha battuto Martin Muller con un Ravager 10/10 o con una Walking Ballista capace di guadagnare 3 segnalini a turno. Perciò non deve stupire che questi due archetipi abbiano performato bene a Barcellona e siano delle scelte solide se il meta rimane invariato.

Urza, Lord High Artificer - Magic: the Gathering

A seguire troviamo R/G Valakut, un mazzo poco giocato e che non vedevamo da un pezzo tra i Top del formato. Sicuramente, ha aiutato le sue performance la possibilità di giocare maindeck hate card notevoli, del calibro di Chalice of the Void e Relic of Progenitus. Se volete vedere una sample list, la potete trovare qui, cercando il nome di Xiao Tan.

Dopo R/G troviamo due archetipi praticamente a parimerito in termini di win rate, ma molto diversi tra loro: MonoRed Phoenix e Jund.

L’archetipo a base rossa ha dalla sua un piano molto aggressivo, che si inserisce bene in un field che, fino a qualche settimana fa, era praticamente non interattivo. Spesso, una singola creatura con prowess bastava per portare a casa la partita, specie se accompagnata da un paio di Fulmini o Lava Spike. Con il ritorno di Jund le cose sono un po’ cambiate, ma il mazzo ha comunque alcune “nuts draw” che lasciano al palo anche gli Hogaak più agguerriti.

Jund rimane un buon mazzo nel meta attuale, visto che è uno dei pochi mazzi interattivi del formato ed è avvantaggiato contro tutti gli archetipi che basano la loro strategia su di una singola minaccia. Il problema di Jund è che gioca un game troppo fair e, quelle partite in cui non vede la risposta alla strategia dell’avversario, probabilmente perde. Inoltre, da un futuro ban di Hogaak esce sicuramente indebolito, visto che Eldrazi Tron, che storicamente non è un buon MU per Jund, diventerebbe ancora più popolare.

Collector Ouphe - Magic: the Gathering

Eldrazi Tron e Izzet Phoenix si posizionano nel mezzo dello spettro con una win rate di poco superiore al 50%. Questo dato va interpretato così: due buoni archetipi che nel meta attuale hanno una serie di matchup positivi, ma anche diversi matchup negativi, e le due cose tendono a bilanciarsi. Non sono dei mazzi ben posizionati in assoluto ma rimagono delle scelte percorribili.

Infine, i tre peggiori archetipi del formato (tra questi troviamo anche Burn, su cui però non mi soffermerò): Tron, Umani e U/W Control.

Del primo archetipo non c’è molto da dire. La sua popolarità è sicuramente calata a causa della velocità di Hogaak, che non gli permette di poter giocare allo stesso livello. Dopo il ban di Bridge le cose sono un po’ migliorate, ma rimane comunque un archetipo debole nel meta, anche se il ritorno di Jund ha migliorato un po’ la sua posizione. Un eventuale ban di Hogaak potrebbe riportarlo in auge, magari andando a rubare la scena al cugino Eldrazi Tron.

Veil of Summer - Magic: the Gathering

Umani conferma le performance subottimali viste analizzando la conversion rate, ma mantiene buone possibilità di ripresa qualora Hogaak dovesse lasciarci prematuramente.

Infine U/W Control, probabilmente il più interessante di questi tre archetipi, le cui performance sono ben al di sotto di quanto visto analizzando la conversion rate. Le motivazioni secondo me sono due:

  1. Nonostante l’archetipo possa essere perfettamente tunato vs. Hogaak, più del 70% del meta è composto da altri mazzi. Avere una maindeck troppo incentrata a vincere un solo matchup indebolisce i mazzi controllo di più rispetto ad altri archetipi, visto che i primi devono giocare un buon numero di carte situazionali (Supreme Verdict, Timely Reinforcements ecc.) anche senza essere tunati per vincere un matchup specifico;
  2. Controllo è storicamente debole in Modern per l’assenza di contromagie efficaci. Force of Negation è una buona aggiunta, ma è comunque un 2×1 per l’avversario e non risolve tutti i problemi del meta, senza considerare che è un’ulteriore carta situazionale che si aggiunge alla lista di quelle già giocate.

Per questo ritengo che U/W sia un archetipo da non giocare attualmente in Modern. E’ vero che la posizione dei mazzi Control è di molto migliorata nel corso degli ultimi anni nel formato, ma non abbiamo ancora raggiunto un power level paragonabile al Legacy.

La top 8

Sugli archetipi della top 8 c’è poco da dire: tutti rientrano tra i mazzi che abbiamo visto sopra, e la vittoria di Sevrin è stata frutto di una serie di coincidenze fortunate oltre che della innegabili capacità del giocatore. Il tedesco ha infatti fronteggiato gli unici due Jund della top, rispettivamente ai quarti e in semifinale, battendoli entrambi più o meno facilmente, a dimostrazione che Tron rimane una delle peggiori nemesi di Jund (soprattutto quando questo è attrezzato per battere Hogaak). Infine, nell’ultimo match del torneo, Severin ha sconfitto anche Hardened Scales, riuscendo a vincere ben 2 game dopo essere rimasto ad 1 punto vita. Questo ci dimostra come le partite siano state molto tirate, ma anche come il mana extra generato da Tron rispetto a Scales sia stato la chiave per vincere le partite.

Un’altra nota interessante riguarda le partite giocate da Sean Gifford con Eldrazi Tron. Se ai quarti il giocatore canadese non ha avuto problemi (come del resto era prevedibile) contro MonoRed Phoenix, lo stesso Gifford ha dovuto poi cedere il passo ad Alvaro Torres e al suo Hardened Scales. Sicuramente il matchup tra Eldrazi Tron e Hardened Scales è meno scontato rispetto a quello vs. MonoRed Phoenix ma, a mio avviso, Gifford ha posto poca enfasi (almeno per quello che ho potuto vedere) nel proteggere Karn, the Great Creator, una delle magie chiave per vincere questo matchup.

Uno sguardo agli altri eventi: GP Barcellona e SCG Open Columbus

A Barcellona, in una finale all’ultima risorsa per aggiudicarsi il titolo, si sono affrontati due Jund. Ma per arrivare fin qui, i due midrange hanno dovuto battere rispettivamente Izzet Phoenix + Umani e Urza Thopter Sword + Esper Control. E non mi sorprende che Jund sia riuscito a trionfare in questi matchup, che sono uno scambio continuo di risorse e generazione di vantaggio carte. Ed è proprio in queste situazioni che la nuova versione di Jund, con Wrenn and Six + Plague Engineer può dare il meglio di sè.

Columbus è invece stata l’ennesima dimostrazone del raw power di Hogaak, che però anche in questo caso non riesce a salire sul gradino più alto del podio. Anche qui, come alla MC, è Tron a salire sul gradino più alto del podio, probabilmente aiutato da una combinazione di Leyline of the Void e Relic of Progenitus. In ogni caso, continuo a credre che Tron non sia il mazzo giusto da giocare oggi, nonostante la doppia vittoria.

Come sempre, vi lascio alcuni spunti di lettura trovati sul web:

Ma per ora direi che è tutto. Come sempre, ampio spazio ai vostri commenti nel box qui sotto e sulla nostra pagina Facebook!

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